domenica 26 aprile 2009

Che io possa conoscere Cristo


La Bibbia dice: “Dio nessuno lo ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato” (cf. Gv. 1,18).

L’uomo lontano da Dio, senza la guida dello Spirito Santo, si affannerà invano verso la sua ricerca personale di un qualcosa che possa soddisfare la sua sete, (bramosia, possedere a tutti i costi, ricerca del soprannaturale ecc.). nel libro degli Atti degli apostoli, al cap. 17 versetto 23 Paolo parla ai Greci dicendo così: “Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un’ara con l’iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio”.

Questo è quello che i Greci avevano scritto ed esprime per loro, un punto di arrivo; ma nello stesso tempo, per alcuni, cioè per quelli che aderiscono alla predicazione di Paolo è diventato un punto di partenza, per la conversione e per la conoscenza di Dio.
Ancora oggi, dopo duemila anni per molte persone, che ancora non conoscono Cristo, quella scritta al Dio ignoto è valida ed è ancora scritta nei loro cuori; cercando di trovare forza e giustificazione in un qualcosa che non darà mai alcuna risposta ai loro perché ed ai loro interrogativi.

Quali sono questi interrogativi? Chi è Dio? Che senso ha Dio nella nostra vita? Dopo questo periodo terreno, che cosa sarà di noi? Questi interrogativi si perdono negli infiniti spazi, nel vuoto del nostro silenzio. Ma a tutto ciò, c’è una risposta! È la risposta è Cristo Gesù. La Sacra scrittura ci presenta un Dio che si è fatto conoscere attraverso il suo unico Figlio incarnato nel seno di Maria Vergine, per la salvezza di chiunque crede nel suo nome. Sta scritto, infatti: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito Figlio, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (cf. Gv.3,16).

Dio in Gesù, ha portato la salvezza a tutti gli uomini. Adesso, sta ad ognuno di noi accettare l’invito che Gesù, con infinito e incondizionato amore ci offre. Da quel momento, con l’accettazione della signoria di Cristo nella nostra vita, il credente non si trova più sotto il peso della legge israelita piena di osservanze, ma sotto la grazia. “Infatti Dio non ha mandato il figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di Lui. Chi crede in Lui non condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito figlio di Dio” (Gv. 3,17-18).

Quindi è necessario che gli uomini credano, ed è soltanto dopo aver fatto questo passo, che possono essere ammaestrati e conoscere la verità. Infatti la scrittura dice: ”Quando verrà il consolatore, Egli convincerà in quando al peccato, alla giustizia e al giudizio” (Gv. 16,8).
Allora Gesù, non migliora il peccatore, ma lo salva. Il peccato separa l’uomo da Dio, Gesù lo porta a Dio.

Il peccato rende l’uomo schiavo di Satana, Gesù lo libera da questa schiavitù. Il peccato produce la morte (cf. Rm 6,23), Gesù dona la vita eterna. Il peccato conduce l’uomo al giudizio, Gesù gli dona la giustizia. Il peccato ha come conseguenza la condanna, Gesù toglie questa condanna per sempre.

Quindi, Caro amico /a che stai leggendo queste righe, Gesù ti chiama, ti aspetta, spasima di amore per te, e spasimando attende il tuo amore. Sant’Agostino dice: chi ti ha creato senza di te, non può salvarti senza il tuo consenso. Ed il salmista dice: “ Ascolta oggi la sua voce, non indurire il cuore” (cf. Salmo 94,8), vale a dire non rimandare a domani quello che puoi fare oggi, non senti che Dio ti parla e aspetta la tua risposta? Gesù ti dice: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap. 3,20).

sabato 4 aprile 2009

LA VECCHIETTA CHE ASPETTAVA DIO


C'era una volta un'anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: "Oggi verrò a farti visita". Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo di Dio.

Dopo un po', qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: "Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!". E sbattè la porta in faccia alla mortificata vicina.

Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c'era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: "Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!".


E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.
Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. "Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo... E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa", implorò il povero. "Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!" disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.
La giornata passò, ora dopo ora.


Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare. Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: "Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto".

Abbà Padre

Gesù è morto anche per te!

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