domenica 28 dicembre 2008

Lettera aperta a Gesù Cristo

Caro Gesù,
mentre la televisione mostrava i “botti” di fine anno, che in tutto il mondo accompagnavano ed arricchivano le grida di giubilo di milioni di persone per la fine del 2008 e l’inizio del 2009, riflettevo sulla scarsa considerazione a Te riservata in occasione del Santo Natale. Festa, quest’ultima, che si sta progressivamente svuotando dell’incomparabile significato salvifico e redentivo per lasciar posto ai paonazzi Babbo Natale che somigliano sempre più, come aspetto estetico, a dei rubicondi bevitori.


Questi milioni di persone riunite nelle piazze del mondo, sfidando in molti casi il rumore assordante dei botti e le intemperie, “esorcizzavano” paganamente l’anno vecchio con tutti i suoi problemi personali, familiari e sociali, distruggendolo con i “botti” e “adoravano” il nuovo anno salutandolo con i fuochi d’artificio e le grida di gioia.Caro Gesù permettimi di dialogare con Te al riguardo partendo da tale constatazione. Ti prego di non replicare con la frase da Te pronunciata nei confronti di Papa Pietro “Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!" (Mt. 16,23).

Tu hai dimostrato con segni e prodigi d’essere Dio, un Dio d’amore e di infinita Misericordia; hai certificato con la Crocifissione la totale adesione a Dio Padre e il Tuo infinito Amore nei confronti dell’umanità; Ti sei concretamente occupato delle necessità di quanti ti invocavano e ti invocano dimostrando che non sei un Dio astratto o lontano dalle nostre esigenze. Ci hai insegnato a rivolgerci a Dio come Padre e a Maria Santissima (che ci hai donato dalla Croce) come una Madre premurosissima ed amorevolissima. Hai promesso il Paradiso anche a quanti “come il buon ladrone” si ravvederanno negli ultimi istanti della loro vita. Paradiso che molti predicatori hanno trasformato in un Paradiso politico “aperto a tutti indistintamente” senza necessità di operare secondo la Tua eterna Parola e senza bisogno di pentimento per i peccati commessi. Ci hai avvisati riguardo all’esistenza del diavolo e dell’inferno, censurati anche da molti preti! E potrei continuare con numerosi altri esempi.Ciò nonostante non piaci al mondo che preferisce ben altri dei, come ad esempio il dio pallone, il dio ultimo dell’anno, il dio televisione, il dio dialogo ecc. Purtroppo, secondo il mio modestissimo parere, hai utilizzato frasi radicali come ad esempio “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt. 6,33), mentre molte persone preferiscono prima ottenere “il resto” e poi, se ne hanno voglia, riservare qualcosa per Dio.


Mediante la stupenda preghiera del Padre Nostro hai invitato a privilegiare la volontà di Dio “Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra….” (Mt. 6,10), mentre il mondo preferisce sostituire nei fatti tale frase con “Sia fatta la tua volontà purchè conforme alla mia…”. Hai affermato categoricamente “Vi lascio la pace, vi dò la mia pace.

Non come la dà il mondo, io la dò a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv. 14,27) dimostrando in tal modo che solo tu Gesù (e nessun altro!) puoi concedere la pace; inoltre mediante Tua madre ricordi al mondo di pregare, pregare, pregare (anche per la pace), mentre il mondo preferisce discutere, dialogare, manifestare per la pace. Hai inoltre dichiarato, scandalosamente per il mondo, - “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto". Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse -” (Gv.14,6 seg.), mentre il mondo desidera equipararti agli dei delle altre religioni o ai loro profeti. In poche parole il mondo non accetta la Tua radicalità e la Tua esclusività, soprattutto non accetta la Tua divinità e la Tua incomparabilità con altri cosiddetti grandi uomini (ma solo uomini!).


Hai inoltre spiegato che non tutti i figli di Abramo lo sono nei fatti “Gli risposero: "Il nostro padre è Abramo". Rispose Gesù: "Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro". Gli risposero: "Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!". Disse loro Gesù: "Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità (Gv. 8,39 seg.).

Affermazione “scandalosa”soprattutto in questi tempi in cui anche alti esponenti della Chiesa si riempiono la bocca con il termine “figli di Abramo” per equiparare le religioni monoteistiche annullando, di conseguenza, la distinzione biblica tra il figlio della promessa “Isacco” e il figlio della carne “Ismaele” e neutralizzando in tal modo il significato della Tua Incarnazione con relativa morte, Resurrezione e vittoria su satana e sulla morte. Se a ciò uniamo anche il monito dello Spirito Santo “Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l'anticristo! Fate attenzione a voi stessi, perché non abbiate a perdere quello che avete conseguito, ma possiate ricevere una ricompensa piena. Chi va oltre e non si attiene alla dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi si attiene alla dottrina, possiede il Padre e il Figlio. Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo; poiché chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse” (2 Gv. Cap. 7) diventa ancor più chiara l’avversione nei Tuoi confronti da parte dei fautori dell’accoglienza indiscriminata e senza discernimento.
Potrei proseguire con altri esempi, ma credo che bastino per comprendere le ragioni del rifiuto nei Tuoi confronti.


E questo l’hanno capito anche diversi uomini di Chiesa i quali hanno imparato a sostituire le predicazioni con dissertazioni teologiche nelle quali il Tuo “scandaloso” (per il mondo ovviamente!) nome non compare mai. Costoro sono sempre invitati nei salottini mass mediatici e fanno pure carriera! Caro Gesù con le Tue dichiarazioni (che soltanto i santi ed i veri cristiani capiscono, apprezzano ed amano, in quanto Tu sei la verità!) sei finito in Croce e tuttora stoltamente il mondo ti avversa, ti ignora o finge d’ignorare che senza di Te nulla è possibile (Gv. 15,5).

Mi immagino comunque la Tua risposta “Guarda il mondo che mi rifiuta in che stato si trova!”. Certamente nella situazione descritta da San Paolo. “Essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento.

E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” (Rm. 1,21 seg.).

VIVI DI FESTA, VIVI LA MESSA


Nessuno è condannato a far festa: che festa sarebbe?
Tutti sono invitati, anche tu.
Ma la festa non penetra in te
se non lasci che tutta la tua vita
sia trasformata in festa.
Sei invitato alla festa, ci andrai?
Sei invitato alla festa di Gesù, ogni giorno.
Saprai dire di si amaando gli altri come Gesù,
sentendoti nelle mani di Dio come Gesù,
lavorando come Gesù perchè sia festa attorno a te?
Saprai vivere la festa di Gesù, ogni giorno?
Sei invitato alla festa di Gesù, ogni domenica.
Soprai gioire della risurrezione di Gesù
e dire grazie a Dio con lui
perchè è cominciata una nuova creazione,
più bella della prima creazione?
Sapria vivere la domenica, il giorno del Signore?
Sei invitato alla festa di Gesù, la cena del Signore.
Saprai ascoltare le meraviglie di Dio
e mangiare il suo corpo e bere il suo sangue
per ricevere in dono la forza
di collaborare alla grande impresa di dio?
Saprai vivere la Messa, la Cena del Signore?

sabato 20 dicembre 2008

Perché crediamo che Gesù sia risorto?


Cosa successe dopo la morte di Gesù? Ritorno veramente in vita?


Non c'era nessun dubbio: Gesù era morto. Era immobile come un pezzo di legno. I soldati romani se n'assicurarono. E non ci fu nemmeno alcun dubbio sulla sua sepoltura: Giuseppe d'Arimatea prese il cadavere di Gesù e lo fece collocare nella tomba, che aveva presumibilmente riservato per se stesso. Davanti all'entrata fu fatta scorrere un'enorme pietra, e vennero posti di guardia alcuni soldati.
Anche tutti gli amici di Gesù sapevano che egli era morto. Non c'era alcun dubbio: lo avevano visto morire. Tutte le loro speranze erano rimaste sigillate in quella tomba.
Ma nel giorno di pasqua, quando le donne vennero alla tomba allo scopo di ungere il corpo di Gesù, scoprirono che la pietra era stata fatta rotolare via, il corpo non c'era più, la tomba era vuota, c'era solo il sudario nel quale il corpo era avvolto.


Le bende c'erano ancora ed erano arrotolate come se il corpo ne fosse da poco scivolato via. Ma chi aveva rimosso la pietra, e cos'era accaduto al corpo di Gesù?gli ebrei e i romani non lo avevano preso, altrimenti avrebbero fatto mostra del corpo quando i discepoli affermavano che Gesù non lo avevano preso: sapevano che la tomba era guardata a vista, ed essi erano un gruppo di uomini delusi e sconcertati. In ogni caso, non avrebbero certamente rischiato ciò che sapevano essere una menzogna.

Non c'è altra spiegazione per ciò che è stato chiamato “il fatto storico più provato”:
Gesù risorse tre giorni dopo la sua morte. Nient'altro può spiegare la tomba vuota e tutte le apparizioni di Gesù talvolta ad una persona, ora ad un paio d'uomini sulla strada, ora ai discepoli, ora alla folla; talvolta in una stanza, tale altra sul mare o su una collina e in pieno giorno. Gesù li incontrò, parlò con loro ed essi lo toccarono. Egli era lo stesso Gesù, eppure in qualche modo diverso. Potete leggerlo nel vangelo di Luca al capitolo 24, e di Giovanni ai capitoli 20 e 21.
Null'altro può spiegare un cambiamento così radicale nei discepoli. Essi erano un piccolo gruppo impaurito di persone, che si riunivano come potevano e a porte chiuse.

Ma ora sono diventati gente piena di gioia e coraggio, che usciva per la città, nei luoghi di mercato proclamando senza timore che Gesù era risorto dai morti. Ora essi sapevano, senza ombra di dubbio, che Gesù era lontano dall'essere un uomo qualsiasi. Egli era Dio! ”Gesù è il Signore” fu il loro messaggio. Signore del cielo e della terra, di tutte le genti e nazioni. Signore del tempo e dell'eternità, Signore delle vite, Signore di ogni cosa.


Perciò l'apostolo Paolo scrisse: “in onore del nome di Gesù, tutti gli esseri nel cielo e sulla terra e nel mondo degli inferi cadranno in ginocchio e proclameranno apertamente che Gesù è il Signore, per la gloria di Dio Padre”.

sabato 6 dicembre 2008

Perché Gesù Cristo è morto?

Cosa successe quando Gesù morì sulla croce? Può la morte di una persona influenzarmi oggi?

Gesù venne per mostrarci qual è il vero volto di Dio. Lo fece con la sua vita e con il suo insegnamento. Egli descrisse l'amore, la verità e la giustizia di Dio utilizzando racconti tratti dalla vita quotidiana, che chiunque poteva comprendere. Ma la ragione più grande della sua venuta fu la risoluzione del problema fondamentale di ogni persona vivente: l'orgoglio e l'egoismo. È proprio questo ciò che vi è di più sbagliato nel mondo. Questa è la causa di tutti i litigi e le rotture nelle relazioni tra le persone e tra le nazioni…”Fatemi strada!” ,”Prima io…”.


La Bibbia lo chiama semplicemente peccato. Perciò il peccato non è solo uccidere, rubare o compiere malvagità. Esso è profondamente radicato nel cuore dell'umanità. Sfortunatamente noi viviamo in un mondo imperfetto, pieno di dolore e sofferenza, rifiuto e collera. Noi facciamo parte di questa realtà. Ciò che gli altri fanno e dicono c'influenza e causa dolore e ferite. Qualunque abuso o violenza sull'infanzia, Può danneggiare una persona nella vita adulta e può farla sentire di poca o nessuna importanza. L'egoismo di un Hitler o di uno Stalinin, l'avidità dei baroni della droga causano indicibili sofferenze un numero enorme di persone.


Il peccato dell'uomo interrompe le relazioni tra la gente e anche le relazioni con Dio, così che egli finisce per sembrare lontanissimo e disinteressato alla vita del nostro mondo. Da soli, noi non possiamo tornare a Dio; non ne siamo abbastanza capaci! Per cambiare questa situazione era necessario qualcuno che fosse senza peccato, qualcuno che fosse perfetto in modo assoluto, e che perciò fosse in grado di riportarci a Dio. Perché questo potesse accadere, occorreva affrontare il problema del peccato dell'uomo. Dio lo risolse una volta per tutte
Dio non è solo perfetto amore; egli è anche giustizia perfetta. La sua giustizia esige che tutti i peccati e la malvagità vengano puniti. Tutti noi siamo d’accordo che un giudice deve far rispettare la legge che giustizia deve essere fatta, altrimenti regnerebbe ovunque l'anarchia. L'infinito amore di Dio viene mostrato con l'invio di Gesù nel nostro mondo per assumere su di sé (lui che è senza peccato!) tutti i nostri peccati e le nostre colpe.


Se ci fosse stata una qualsiasi altra soluzione, Dio l'avrebbe certamente trovata.
Gesù soffrì sulla croce la condanna che giustamente meritano i nostri peccati. Poiché le loro conseguenze furono addossate su di lui, egli sperimentò la tragica situazione di essere abbandonato e separato dal Padre, quando si trovò appeso sulla croce:
“Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?”.
Sulla croce Gesù assunse su di sé tutte le conseguenze del peccato umano; tutti i sentimenti d'isolamento e d'abbandono, tutto il dolore e la sofferenza, tutto il rifiuto e la collera dell'intera umanità.

Appena prima di morire, Gesù gridò “Tutto è compiuto!”. Il suo compito di salvarci dal peccato, dalla morte e dell'inferno era stato portato a termine. Queste parole possono anche significare che un debito è stato pagato. L'enorme debito del peccato dell'uomo fu pagato una volta per tutte. Il ritorno a Dio e al perdono completo è ora possibile. Il ponte tra Dio e noi è stato ripristinato. L'amicizia con Dio è una realtà per tutti coloro che vengono a Gesù in amore e fede. Tra i testimoni che erano presso la croce c'era anche Pietro, il quale scrisse più tardi:
“Cristo stesso assunse i nostri peccati corporalmente sulla croce”.
“Cristo morì per i peccati una volta per tutte, un uomo buono in favori di peccatori, per condurvi a Dio”.

Questo famoso inno lo dice in maniera molto semplice e chiara:
Dolce Signore, ora muori in croce, e la tua croce da vita al mondo intero.
Noi ti preghiamo, o nostro Salvatore: pietà, Signore!

lunedì 1 dicembre 2008

Perché credere in Gesù Cristo?

Chi era Gesù? Solo un uomo? Oppure egli era Dio?


Gesù e l'unica strada verso Dio: pienamente umano e allo stesso tempo pienamente divino. Uomo perfetto e perfetto Dio.
Egli era pienamente umano, nato dalla Vergine Maria. Crebbe in una normale famiglia e trascorse i primi anni della sua vita lavorando come falegname nel piccolo villaggio di Nazareth in Galilea.


All'età di trent' anni lasciò la casa e prese a occuparsi di tutti i bisognosi. In qualche occasione riportò alla vita i morti in presenza di testimoni. Ordinò agli spiriti maligni di lasciare quelli che n'erano posseduti, restituendo alle loro menti pace e integrità.
Il suo unico e meraviglioso insegnamento sul Regno di Dio, che nessun altro maestro ha mai potuto neppure lontanamente eguagliare, era sorretto da una vita perfetta senza macchia, senza peccato e senza egoismo. Era a suo agio con tutti, accettandoli con rispetto, non importa chi fossero o cosa facessero.


Gesù seppe cosa significava essere affamato e assetato, ed essere così stanco da cadere addormentato in una piccola barca nel bel mezzo di una tempesta. Seppe cosa vuol dire piangere nella profondità del proprio dolore e fece esperienza della solitudine e dell'abbandono dei suoi amici. Soffrì il più straziante dolore quando fu spietatamente flagellato e crocifisso _ la morte più dolorosa che il mondo antico potesse escogitare _ ma persino il governatore romano dovette ammettere di non trovare in lui nessuna colpa. Gesù era uomo perfetto da ogni punto di vista.
Ma accanto alla sua vita perfetta e al suo meraviglioso insegnamento, Gesù fece le affermazioni più sorprendenti:


Il Padre ed io siamo una cosa sola>>, disse una volta, affermando la sua uguaglianza con Dio.
Disse che aveva la facoltà di perdonare i peccati, affermando apertamente di fare ciò che Dio solo può fare.
Promise pace a tutti coloro che si affidavano a lui: Venite a me tutti voi che siete stanchi di portare pesanti fardelli, ed io vi darò riposo.
Affermò di avere il potere di far risorgere alla vita eterna tutti coloro che hanno fede in lui: Il mio gregge ascolta la mia voce; io li conosco ed essi mi seguono. Io dono loro la vita eterna ed essi non moriranno mai. Nessuno può portarmeli via.


Conoscerlo è conoscere Dio. Confidare in lui è confidare in Dio. Onorarlo è onorare Dio.
Gesù o fu mentitore, o fu malamente frainteso, o fu semplicemente un folle, oppure egli veramente fu ciò che affermava di essere. Questo è, appunto, quando uno dei discepoli, Tommaso, scoprì personalmente. In primo tempo si era rifiutato di credere che Gesù fosse risorto dai morti, ma poi incontrò Cristo risorto, faccia a faccia, e cadde ai suoi piedi in atteggiamento d'amore e d'adorazione: Mio Signore e mio Dio .

Abbà Padre

Gesù è morto anche per te!

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